KARABAKH E NAKHCHIVAN: LUOGHI REMOTI E LUOGHI RITROVATI

AZERBAIJAN | KARABAKH E NAKHCHIVAN: LUOGHI REMOTI E LUOGHI RITROVATI

A partire da 2800 €

DURATA
PARTECIPANTI
12 Giorni (11 Notti) Minimo: 8 / Massimo: 14
DATA PARTENZA
LA PARTENZA E'
12 Agosto 2025 In elaborazione
30 Settembre 2025 In elaborazione
15 Aprile 2025 In elaborazione
27 Maggio 2025 In elaborazione
04 Novembre 2025 In elaborazione
PREZZI A PARTIRE DA:
Quota base individuale
2800 €
L’Azerbaigian o antica “Terra del Fuoco” – nome che deriva dalle fiamme spontanee che da secoli si sprigionano dal terreno per effetto della presenza di gas nel sottosuolo – costituiva una delle tappe principali sulla Via della Seta. Incredibile coacervo di contrasti e contraddizioni, la giovane nazione, dopo il lungo periodo sovietico, è in cerca di una propria identità. Lo sfruttamento dei ricchi giacimenti di petrolio e di gas ha generato un recente boom economico. Nella cosmopolita capitale Baku, affacciata sul Mar Caspio, nuovi grattacieli

Perché Noi

- Una proposta di viaggio lunga che ci consente di approfondire al meglio tutti gli aspetti naturalistici, culturali e storici del Paese

- Buon livello delle sistemazioni alberghiere

- Esploriamo la regione - exclave del Nakhchivan, tra Armenia e Turchia: un ambiente rimasto indietro nel tempo e per veri esploratori!

I nostri Esperti

Day by Day

Giorno 1

Italia - Baku

Partenza al mattino da Milano Malpensa con volo di linea via scalo europeo. Arrivo in serata, disbrigo delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento privato in hotel. Pasti a bordo. Pernottamento in hotel. NB: è possibile anche la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino senza supplemento tariffario e in base alla disponibilità. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani con supplemento tariffario. 

Giorno 2

Baku: la città divisa tra Oriente e Occidente

La capitale dell’Azerbaigian sorge su un golfo del Mar Caspio e fonde eterogenei elementi culturali europei e asiatici. Il termine Baku potrebbe derivare dal persiano bad kube (città dei venti) o dall’antica parola caucasica bak (sole/dio), possibile allusione al suo ruolo di centro del culto del fuoco sin dai tempi più antichi. La città visse i primi momenti di gloria nel XIII secolo quando divenne capitale sotto la dinastia degli Shirvanshah. La sua fortuna moderna è dovuta all’estrazione del petrolio che fu avviata già nel 1872 sotto l’Impero Russo. Baku sta vivendo un vero e
Giorno 3

Il Tempio del Fuoco di Ateshgahm la "Montagna di Fuoco" e i petroglifi di Qobustan

Partenza verso est per la Penisola di Absheron disseminata di vecchie istallazioni petrolifere: arrugginite torri di trivellazione che riempiono l’orizzonte come curiose sculture astratte. Già nel XIII secolo Marco Polo citava nelle sue cronache la Penisola di Absheron con le sue numerose sorgenti di gas naturale. Visita del Tempio del Fuoco di Ateshgah che si trova su una sorgente di gas naturale che per secoli fu ritenuta sacra dagli zoroastriani. Il tempio, che risale al XVIII sec, fu costruito da adepti indiani che praticavano forme estreme di ascetismo e che vivevano nel
Giorno 4

Quba e Xinaliq: il villaggio sulla catena montuosa del Grande Caucaso

Partenza verso nord lungo la pianura costiera del Mar Caspio, l’antica rotta commerciale tra Derbent (in Dagestan, Russia) e Baku. Il piatto paesaggio semidesertico muta in modo improvviso e inaspettato con la torreggiante sagoma del Beshbarmag Dag (“Monte delle Cinque Dita”, 520 m). Salita opzionale sulla cima del sacro monte (dal parcheggio occorrono circa 15 minuti di salita su traballanti scalette di metallo), composto da una manciata di spuntoni rocciosi, per poter ammirare la splendida vista sul Mar Caspio e per poter assistere alle particolari dimostrazioni di fede dei pellegrini
Giorno 5

Verso Sheki, il Mausoleo di Diri Daba, il cimitero di Shemakha e la comunità dei Molokani

Partenza verso nord-ovest per Sheki. Lungo il percorso sosta nel villaggio di Maraza per la visita del Mausoleo di Diri Baba. Si prosegue per la città di Shemakha, per secoli centro di cultura e di scambi mercantili, nonché l’antica capitale degli Shirvanshah. Purtroppo terremoti, incendi e invasioni hanno lasciato poco del suo grandioso passato. Visita della Moschea del Venerdì e del Cimitero degli Shirvanshah. Si continua lungo una strada di campagna che attraversa un paesaggio di colline ricoperte da fitti boschi ai piedi delle montagne del Caucaso. Breve deviazione verso nord per il
Giorno 6

Sheki, l'incantevole cittadina azera e il vicino villaggio di Kish con l'antica chiesa albana

Visita dei principali siti d’interesse della città: il Palazzo del Khan, un edificio a due piani ultimato nel 1762, la cui splendida facciata è impreziosita da una costruzione a volta con stalattiti d’argento e motivi geometrici di colore blu; il Museo di Storia e Cultura Locale, che contiene reperti archeologici, artefatti etnici e delle commoventi sezioni sulla seconda guerra mondiale e il Karabakh; lo storico Karavansaray, un magnifico caravanserraglio con un porticato a due piani, dagli imponenti archi, che racchiude un grazioso cortile centrale. Nel pomeriggio escursione al vicino
Giorno 7

I luoghi ritrovati: memorie dal Karabakh

Partenza verso est per Baku. Sosta lungo il percorso per la visita della Riserva dei Petroglifi di Qobustan (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), dove una serie di grotte conservano numerosi petroglifi risalenti a circa 12.000 anni fa quando una comunità di cacciatori-raccoglitori si insediò nella zona. I temi più comunemente raffigurati sono il bestiame, gli animali selvatici e varie figure umane, soprattutto sciamani. Si continua per la visita di un curioso gruppetto di piccoli vulcani di fango: montagnole di forma conica che eruttano un fango denso, freddo e grigio. Rientro a Baku. Pranzo
Giorno 8

La città eroica di Shushi, cascate e monasteri

Partenza verso sud-ovest per Ganja. Si attraversa la monotona pianura centrale dell’Azerbaijan costituita da distese di steppe desolatamente piatte, zone semidesertiche e paludi salmastre. Ganja, la seconda città dell’Azerbaijan, famosa per aver dato i natali al poeta nazionale Nizami (1141-1209). Semidistrutta da una serie di terremoti e rasa al suolo dai mongoli nel 1231, la città visse un nuovo periodo di splendore nel XVIII secolo, come capitale di uno dei tanti khanati indipendenti dell’Azerbaijan, prima di cadere sotto il dominio russo nel 1804. Da un edificio che oggi ospita
Giorno 9

Il monastero di Amaras e i campi di albicocchi

Visita di Quba, una tranquilla cittadina che sorge sulla cima di una parete rocciosa in posizione dominante rispetto al fiume Qudiyalcay. Passeggiata lungo le silenziose vie fiancheggiate dalle case russe del XIX secolo e da numerose moschee come la variopinta Moschea di Haci Cafar e la singolare Moschea di Cuma, a pianta ottagonale, con la caratteristica cupola metallica a punta. Visita del vicino villaggio di Krasnaya Sloboda dove vive una particolare comunità ebraica che si riunisce in due sinagoghe. Visita di un laboratorio tradizionale che produce i famosi tappeti di Quba. Rientro a Baku
Giorno 10

In volo per il Nakhchivan: la culla della cultura azera

Trasferimento mattutino all’aeroporto per l’imbarco sul volo di linea per Nakhchivan (circa 50 minuti). Arrivo, accoglienza e trasferimento in hotel.    La piacevole cittadina di Nakhchivan (870 m) sorge su un basso altopiano affacciato sul bacino di Araz Su e offre vasti, anche se distanti, panorami sull’Iran e sul Monte Ararat, particolarmente apprezzabili dai suoi tranquilli e ombrosi parchi. Visita dei principali siti d’interesse. L’imponente Mausoleo di Momina Khatun, il simbolo della città nonché uno dei monumenti più famosi dell’Azerbaijan. Una grande torre
Giorno 11

Il nord di Nakhchivan, tra il villaggio di Garabaghlar, il sanatorio di Duzdagh e la Grotta di Ashab-i-Khef

Dopo la prima colazione partenza verso nord per il villaggio di Garabaghlar per la visita del famoso Mausoleo di Garabaghlar, una torre in mattoni del XIV secolo, incrostata di smalto blu, che ospita la tomba di una delle mogli del grande dominatore mongolo-persiano Hulugu Khan. Sulla via del ritorno sosta a Duzdagh per la visita di un interessante sanatorio ricavato in una miniera di sale abbandonata, un ambiente decisamente adatto per curare i pazienti che soffrono di asma e bronchite. Si prosegue per la Grotta di Ashab-i-Khef che è in qualche modo collegata alla leggenda dei “Sette
Giorno 12

Nakhchivan - Italia

Prima colazione e trasferimento privato, di mattina presto, per l’aeroporto. Volo di rientro con volo di linea via scalo internazionale e arrivo in Italia nel pomeriggio.